Non posso capire il dolore di quelle donne che non possono avere figli, il dolore di vedere ricomparire il ciclo mese dopo mese non l'ho provato se non indirettamente.
Ma non posso nemmeno capire l'ostinazione con cui si pensa che il nostro essere mamme nasca per forza di cose nel nostro utero, questo ripiegarsi completamente verso la propria pancia, il proprio ombelico.
Sto leggendo un libro sulla depressione post-parto di un'attrice famosa, e sono rimasta allibita nel leggere della sua difficoltà nel restare incinta. Esclude l'adozione a priori perchè non si sente pronta, desidera una gravidanza ancor + di un figlio: è l'essere incinta che desidera.
E' pazzesco, e idiota.
La gravidanza è un mezzo per diventare mamme non un fine, eppure troppe persone pensano che sia l'unico modo, quello giusto, quello vero di diventare mamme e, onestamente, mi sono un pò stufata di questa visione adultocentrica in cui anche gli uomini hanno un ruolo marginale.
Non ci sentiamo meno mamma e meno papà perchè non abbiamo la sua ecografia o non l'ho allattata al seno, nè perchè non l'abbiamo sentita scalciare per la prima volta: ci sono tantissime prime volte anche nell'adozione, basta volerle vedere.
La prima volta che l'abbiamo vista in foto, la prima volta che l'abbiamo presa in braccio, la prima volta che ci ha sorriso e la prima volta che ha detto "mamma" e "papà".
Non importa che abbia 1 anno o ne abbia 7, ci sono bambini che aspettano di diventare figli e noi che aspettiamo di diventare genitori: l'adozione non è forse una risposta ovvia?
Non si tratta di essere eroi nè di fare beneficenza, siamo profondamente egoisti: desideravamo un figlio e ci siamo resi disponibili per andarlo a prendere in capo al mondo.
E a chi pensa che l'adozione sia un ripiego, che sia una genitorialità di seconda scelta, di serie B etc. vorrei solo far presente che, mentre per la genitorialità bio basta un attimo di passione e non si torna indietro, diventare genitori con l'adozione significa fare una scelta e crederci per anni.
Significa mettersi in gioco, essere umili e farsi vivisezionare, significa inventarsi l'essere mamma e papà a 10.000 km da casa, cercando di indovinare cosa e come si deve fare.
Significa avere le palle quadrate e un cuore grande come il mondo.
Infine, a voi fan del legame di sangue e delle somiglianze....siete proprio sicuri che per i vostri figli sia un vantaggio, quello di assomigliarvi?